Dentro la torrefazione

Perché sempre più persone stanno riscoprendo il caffè filtro

Non è un caffè “allungato”. E’ un modo diverso di estrarre e percepire aromi, dolcezza e caratteristiche del chicco.

COME LEGGERE QUESTO ARTICOLO

Non serve essere esperti per comprendere meglio il caffè. Origine, tostatura e preparazione influenzano il risultato in tazza molto più di quanto immaginiamo. Spesso basta imparare a riconoscere ciò che ci piace davvero.

In Italia siamo abituati ad associare il caffè a una tazzina piccola, intensa e bevuta spesso in pochi minuti.

Ma accanto all’espresso sta trovando sempre più spazio un’altra preparazione: il caffè filtro.

Nel mondo specialty è ormai una presenza importante nei menu delle caffetterie e permette di avvicinarsi al caffè da una prospettiva differente.

Non è semplicemente un caffè più lungo

La differenza non riguarda soltanto la quantità d’acqua. Nel caffè filtro l’acqua attraversa lentamente il caffè macinato e l’estrazione avviene senza la pressione tipica dell’espresso.

Il risultato è generalmente una bevanda più lunga e meno concentrata, nella quale può essere più semplice distinguere alcune caratteristiche aromatiche. Non necessariamente meno intensa nel gusto: semplicemente diversa.

Perché piace nel mondo specialty

Quando assaggiamo un caffè con note floreali, fruttate o particolarmente delicate, il filtro può permettere a queste caratteristiche di emergere con maggiore chiarezza.

Anche la temperatura contribuisce all’esperienza. Una tazza filtro viene normalmente bevuta più lentamente e, raffreddandosi, può mostrare sfumature che inizialmente erano meno evidenti.

È uno dei motivi per cui questa preparazione è diventata così legata alla cultura specialty.

Pour over e batch brew non sono la stessa cosa

Anche dietro la parola “filtro” esistono preparazioni differenti. Nel pour over l’acqua viene versata manualmente sul caffè macinato, controllando quantità e tempi.

Il batch brew, invece, utilizza una macchina che prepara una quantità maggiore seguendo parametri impostati. Il principio è simile, ma cambiano preparazione, controllo e contesto. Proprio il confronto tra pour over e batch brew continua a essere molto discusso nelle caffetterie specialty.

Bisogna essere esperti per apprezzarlo?

Assolutamente no. Anzi, il modo più semplice per avvicinarsi al caffè filtro è probabilmente dimenticare per un momento il confronto con l’espresso.

Non chiedersi quale sia migliore, ma osservare cosa cambia. Il profumo. La consistenza. La dolcezza. Gli aromi che rimangono quando la temperatura scende.

Due preparazioni diverse possono raccontare lo stesso chicco in modi molto diversi.

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In sintesi

Il caffè filtro non è una versione più leggera dell’espresso. È un metodo di estrazione con caratteristiche proprie e uno dei modi più interessanti per scoprire quanto può cambiare un caffè semplicemente modificando il modo in cui lo prepariamo.
E forse è proprio questa la ragione della sua riscoperta: ci permette di trovare nella tazza qualcosa che, bevendo il caffè sempre nello stesso modo, potremmo non aver mai notato.

Metodo pachiderma

Equilibrio, semplicità e attenzione ai dettagli. Una filosofia che guida ogni scelta, dalla selezione delle origini alla tostatura.

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